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Inquinamento indoor: cos’è e come combatterlo

Tra smog, fumi industriali e polveri sottili, l’aria che respiriamo nelle città non è certo la più pulita. Eppure, come se l’inquinamento atmosferico non fosse già abbastanza, ci si mette anche quello indoor a minare la nostra salute.

Con inquinamento indoor ci si riferisce alla qualità dell’aria che respiriamo all’interno di ambienti chiusi come luoghi di lavoro ed abitazioni. Secondo alcuni studi, l’inquinamento indoor può essere, addirittura, cinque volte superiore all’inquinamento outdoor.

Ed indipendentemente dall’impegno che mettiamo nel tenere pulita la nostra casa nemmeno tra le mura domestiche siamo del tutto immuni da questa particolare forma di inquinamento.

I potenziali agenti inquinanti che, a casa o in ufficio, possono contribuire all’insorgere di disturbi e vere e proprie patologie quali asma, reazioni allergiche, emicrania e stanchezza cronica sono molti. Fumo passivo ed acari sono i più noti, ma anche attività quotidiane apparentemente banali ed innocue come la cottura dei cibi o il riscaldamento degli ambienti possono generare alte concentrazioni di sostanze come formaldeide, ossido e monossido di carbonio, benzene, etc.

In generale le sostanze capaci di deteriorare la qualità dell’aria che respiriamo si dividono in tre diverse categorie: agenti chimici, fisici e biologici. Le fonti che le producono possono essere di origine esterna (ad esempio smog e pollini) o interna (uomini ed animali, polvere, strutture e materiali edili, arredi, condizionatori, impianti idraulici, etc).

Tra le prime cause di “inquinamento” dell’aria che si respira in un ambiente vi sono proprio i suoi occupanti (uomini ed animali).

I cosiddetti bioeffluenti prodotti dagli esseri umani non raggiungono, quasi mai, concentrazioni nocive, ma sono all’origine dell’“aria viziata”, ovvero quel graduale deterioramento della qualità dell’aria che respiriamo, proporzionale al numero di persone presenti contemporaneamente nello stesso ambiente.

Anidride carbonica prodotta dal metabolismo umano, desquamazione della pelle, e goccioline di Flugge (le goccioline di saliva emesse quando si parla, si tossisce o si starnutisce) sono i contaminati biologici più comuni insieme ai peli, alla forfora ed alla saliva degli amici a quattro zampe.

Campi elettromagnetici e rumore sono, invece, gli agenti fisici responsabili della cattiva qualità dell’aria. I primi sono prodotti da tv, radio, elettrodomestici, smartphone e tablet, etc.; i secondi (rumori eccessivi, fastidiosi o improvvisi) provengono, il più delle volte, dall’esterno ad esempio da porte e finestre che affacciano su strade trafficate, parcheggi, officine o stabilimenti industriali.

Infine, muffe, acari, funghi, batteri, allergeni (tra i principali agenti biologici), fumo di tabacco, formaldeide, monossido di carbonio, etc., prodotti da cottura dei cibi o riscaldamento a combustione (agenti chimici) completano il quadro dei pericoli a cui dovremmo prestare attenzione in casa.

Anche in questi casi la tecnologia può essere una preziosa alleata: in commercio, infatti, si trovano degli ottimi purificatori d’aria, aspirapolvere potentissimi e cappe aspiranti in grado di rimuovere quasi totalmente ogni traccia di sostanza potenzialmente nociva fino alle particelle ultrasottili, le più pericolose poiché capaci di insinuarsi fino agli alveoli polmonari.

2018-02-01T13:36:37+00:00novembre 14th, 2017|Sostenibilità|