Lo scenario vede sempre più l’integrazione tra i colossi dell’automotive e quelli dell’IT per lo sviluppo di auto a guida autonoma, con le start up pronte a dare il loro contributo in quanto a soluzioni innovative.
Connessa, intelligente e sostenibile: sono questi i tre aggettivi che utilizzeremo nei prossimi anni per descrivere le automobili di nuova generazione che invaderanno i mercati.
Già oggi sono sempre più i modelli di autovetture eco-compatibili con motorizzazione ibrida (carburante ed elettrico) o “plug in”, ovvero totalmente alimentate da energia elettrica.
Sarà, però, la guida autonoma a portare una vera e propria rivoluzione nel settore automobilistico grazie a vetture che avranno sempre meno bisogno di un conducente.

Cosa si intende per guida autonoma?

Quello di “guida autonoma” non è un concetto definibile in maniera univoca.
La SAE International (Society of Automotive Engineers, ente di normazione in campo automobilistico, aerospaziale e veicolistico) ha previsto ben sei diversi livelli di guida autonoma: dal livello 0 in cui l’automobilista, pur in presenza di sistemi di assistenza, deve occuparsi di ogni aspetto della guida, fino al livello 5 in cui non è previsto alcun intervento da parte dei passeggeri.
La maggior parte delle case automobilistiche sta al momento lavorando su vetture di livello 3. Secondo il CEO di Toyota Research Institute, Gill Pratt, per veicoli di livello 4 dovrebbero volerci ancora una decina d’anni, mentre di gran lunga più lunghi sarebbero i tempi di sviluppo di auto livello 5.
Ma a che punto sono le “driverless car”? Ecco una sintesi delle principali case automobilistiche mondiali.

Tesla

È stata la prima a rendere disponibile modelli dotati di pilota automatico e ha annunciato che entro la fine dell’anno lancerà una vettura capace di guidare da sola da Los Angeles a New York lasciando il conducente libero di concentrarsi su altro.

Audi

A luglio di quest’anno ha presentato la nuova A8, prima auto al mondo di livello 3 (guida autonoma in autostrada e superstrada) ad essere prodotta e commercializzata in serie. A livello hardware l’auto è dotata di un’intelligenza artificiale avanzatissima, mentre il software conterrà un blocco delle funzioni di guida autonoma che verrà disattivato quando le normative europee ne consentiranno l’uso sulle strade.

General Motors

GM non ha fornito una data ufficiale per una propria vettura a guida automatizzata, ma nei progetti di Marry Barra, CEO del gruppo, il mercato delle macchine intelligenti è strategico, tanto che secondo indiscrezioni di stampa già nel 2018 dovrebbero essere prodotte migliaia di auto che verrebbero date in gestione all’affiliata Lyft (l’Enjoy made in USA) per permettere di monitorarne facilmente le prestazioni su un’area geografica determinata.

FCA

Il gruppo italo-americano Fiat-Chrysler ha stretto un’alleanza con Waymo, società del gruppo Google che si occupa proprio di self-driving car, per testare l’Intelligenza Artificiale sui minivan Chrysler Pacifica. L’esperimento ha dato risultati positivi ed il CEO, Sergio Marchionne ha annunciato che l’auto a guida autonoma firmata FCA diventerà realtà nel 2020.

Honda

Anche Honda sta collaborando con Waymo allo sviluppo di auto intelligenti che dovrebbero essere lanciate nel 2020 in concomitanza con le Olimpiadi di Tokyo, che darebbero una visibilità ed un vantaggio strategico enorme alla casa automobilistica nipponica.

Toyota

L’altro costruttore giapponese, Toyota, poco convinto dell’applicazione dell’intelligenza artificiale alle auto è partito con un po’ di ritardo rispetto ai competitor, ma grazie ad un importante investimento di 1 miliardo di dollari dovrebbe riuscire a colmare il gap entro il 2020. Come per Honda, l’obiettivo è di sfruttare l’eco mediatica delle Olimpiadi per lanciare sul mercato la propria interpretazione di auto a guida autonoma.

BMW

Il 2021 è la data fissata dal colosso tedesco per la produzione in serie di auto completamente automatizzate di livello 3, anche se, grazie all’alleanza con Intel e Mobileye, è possibile che entro quella data BMW abbia a disposizione la tecnologia adatta per produrre auto di livello 4 e 5, la cui implementazione sulle vetture, però dipenderà dal contesto normativo ed infrastrutturale.

Volvo

Storicamente attenta alle questioni legate alla sicurezza dei passeggeri, Volvo si prenderà più tempo per lanciare le proprie auto di livello 3 ed ha annunciato che la partnership con Uber porterà alla commercializzazione di questo tipo di veicoli solo nel 2021. Nel frattempo, però, la casa svedese offrirà ai propri clienti l’installazione del pilota automatico sui veicoli di fascia alta (al costo di circa 10 mila dollari).